Valerio Evangelisti - La luce di Orione
Parvero esplosioni. Invece erano solo i giganti che, scaturiti dalla notte, come ogni notte, cercavano di abbattere a pugni le quattro enormi colonne erette dagli americani. Phil Rodríguez corse tra i corridoi in salita della piramide centrale, illuminati solo da quadranti e minuscoli punti luce. Si imbatté nel sergente Whitney Harris, curva su uno dei tanti schermi, e intenta a trascrivere dati. Le ordinò, secco: «Vieni con me». La ragazza si distaccò di malavoglia dal suo computer. «È proprio necessario, colonnello? Sto calcolando...» «Calcolerai i peli del mio cazzo.» La brutalità di Rodríguez non era voluta. Lui parlava sempre così. «Temo che i maledetti, questa volta, riescano a rompere un pannello. Hanno tralasciato le altre tre colonne e si sono concentrati sulla nostra. Qualcosa vorrà dire. Sferrano attacchi sempre più mirati.» I due presero un ascensore. Indossavano divise leggermente diverse. Rodríguez era dell’Unione degli Stati Americani (UAS), con capitale New York, mentre...