Alfonso Fontanelli
(Reggio nell'Emilia, 15 febbraio 1557 – Roma, 11 febbraio 1622)
Figlio del conte Emilio Fontanelli, studiò musica con il compositore Gasparo Pratoneri, ma dimostrò anche di distinguersi nella scrittura tanto che è giunto a noi anche un certo numero di suoi poemi.
Si sposò per la prima volta nel 1580, e nel 1584 iniziò la sua carriera di cortigiano, uomo di stato e musicista presso la corte degli Estensi di Ferrara. Rimase al servizio degli Estensi fino al suo primo viaggio a Roma nel 1586. Mentre era a Roma, incontrò probabilmente il madrigalista Luca Marenzio, membro della scuola romana di musica, visto che nelle sue composizioni si trovano stilemi di quella scuola. La sua attività diplomatica, mentre era a Roma, accrebbe di molto la sua reputazione e nel 1558 ricevette due onorificenze: venne nominato "consulente musicale" dell'Accademia de Parteni di Ferrara e gentiluomo della corte di Ferrara. Egli aumentò la sua influenza nella corte da allora fino alla dissoluzione dello stato nel 1597, quando la famiglia Este si estinse ed il ramo cadetto si trasferì a Modena mentre la regione di Ferrara venne inglobata dallo Stato Pontificio.
Fontanelli probabilmente scrisse la maggior parte delle sue composizioni sopravvissute durante gli anni 1590 e subito dopo il 1600. Non solo fu attivo come musicista presso la corte di Ferrara nel corso della prima parte di questo periodo, ma era attivo anche come diplomatico e statista, e viaggiò verso i Gonzaga a Mantova e i Medici a Firenze, venendo a contatto con musicisti locali in ogni luogo da lui visitato. Nel 1594 viaggiò a lungo con Carlo Gesualdo, andando a Venezia, Firenze, Napoli e Venosa. Esiste ancora una corrispondenza fra lui ed il suo mecenate Alfonso II d'Este, contenente molte informazioni sulla pratica musicale del periodo. Nel 1591 morì la sua prima moglie, ed egli sposò Maria Biancoli, un matrimonio che si rivelò difficile.
Dopo che la famiglia Este si spostò a Modena, Fontanelli seguì il suo mecenate, mantenendo il ruolo di diplomatico: nel 1600 e 1601 si recò a Roma e Firenze per conto degli Estensi. Nel novembre 1601, scoprì che sua moglie aveva una relazione, ed uccise il suo amante (a differenza di Gesualdo, che in simili circostanze aveva ucciso entrambi, Fontanelli risparmiò sua moglie). Per punizione fu spogliato dei suoi beni e bandito dalle terre estensi. Trovò rifugio presso la famiglia romana del cardinale Alessandro d'Este, fratello minore del duca Cesare che lo aveva bandito da Modena, e continuò la sua vita musicale a Roma. Nel 1605 aveva ripristinato i suoi legami con il duca Cesare, e divenne il rappresentante ufficiale della famiglia Este a Roma. Che si fosse pentito del delitto o che fosse stato perdonato a causa della sua eccezionale abilità di diplomatico, non è dato sapere.
Nel corso dei successivi dieci anni viaggiò molto, soggiornando a Firenze per cercare di mediare i conflitti tra i musicisti di corte dei Medici e soggiornò in Spagna nel 1611 e 1612 come rappresentante degli Este. Nel 1615 evidentemente si era stabilito a Roma, dato che divenne visibile nella vita musicale romana, tuttavia sembra che sue opere di questi anni non siano sopravvissute. Sopravvivono invece molte lettere tra i membri dell'aristocrazia romana e la gerarchia ecclesiastica, fornendo molti dettagli della vita musicale di Roma, e della posizione preminente di Fontanelli all'interno di essa. Fontanelli divenne sacerdote nel 1621 e morì nei primi mesi del 1622 per una puntura d'insetto, mentre era nell'Oratorio della Chiesa Nuova.
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