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Alberto Nepomuceno

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Alberto Nepomuceno (Fortaleza, 6 luglio 1864 – Rio de Janeiro, 16 ottobre 1920) è stato un celebre compositore e direttore d'orchestra brasiliano. È universalmente considerato il fondatore e il massimo precursore della scuola nazionalista musicale brasiliana, celebre per aver integrato i ritmi e il folklore popolare all'interno della tradizione classica colta. Svolse inoltre un ruolo fondamentale come mentore e insegnante di Heitor Villa-Lobos. Listen to Alberto Nepomuceno by Roberto Roganti Music on hearthis.at  

Dorothea Puente, padrona di Casa della Morte

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Dorothea Helen Puente (nata Gray; 9 gennaio 1929 – 27 marzo 2011), nota anche come la Padrona di Casa Assassina, è stata un'assassina seriale e truffatrice finanziaria statunitense che uccise vari inquilini della pensione che gestiva a Sacramento, California, tra il 1982 e il 1988. Listen to Dorothea Puente by Roberto Roganti Music on hearthis.at

Petronela Nettermalm

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Petronella Nettermalm è una cantautrice e violoncellista svedese, nota principalmente come la voce principale del gruppo progressive rock Paatos. Ha co-fondato la band a Stoccolma nel 1999. Il sound della band mescola rock progressivo con forti influenze trip hop che ricordano gruppi come Portishead e Massive Attack. Oltre a essere la cantante solista, contribuisce alle composizioni suonando il violoncello. Ha prestato la sua voce anche come ospite in vari progetti musicali legati alla scena metal e rock nordica, tra cui il progetto Bjørkø di Tomi Joutsen (Amorphis). La sua carriera discografica con i Paatos include diversi album in studio molto apprezzati dalla critica:Timeloss (2002)Kallocain (2004) Silence of Another Kind (2006) Breathing (2011) V (2012) Ligament (2025) La svolta nella sua carriera musicale avviene nell'agosto del 2000. Il batterista Ricard "Huxflux" Nettermalm (divenuto in seguito suo marito), insieme ai musicisti Stefan Dimle, Johan Wallén e Reine Fi...

I fratelli Karamàzov

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È uno sceneggiato televisivo italiano, diretto da Sandro Bolchi e trasmesso dal Programma Nazionale della Rai nel 1969. Articolato in sette puntate, andò in onda dal 16 novembre al 28 dicembre di quell'anno. La fiction era tratta dal romanzo omonimo ottocentesco – I fratelli Karamazov, appunto – di Fëdor Dostoevskij. A curarne la riduzione televisiva e la relativa sceneggiatura fu chiamato lo scrittore e drammaturgo Diego Fabbri. Come nel romanzo originale, al centro della storia è la vicenda umana di una famiglia dilaniata dall'interesse materiale, appunto quella dei Karamazov (un padre, Fedor, e tre figli – Dmitrij, Ivàn e Aleksej – oltre ad un quarto naturale, il servo Smerdjakov, avuto dal capostipite in seguito ad una relazione con una nota vagabonda della cittadina della provincia russa in cui si svolge la vicenda), capace di trasformarsi in un groviglio di vipere. Sotto l'aspetto del cast , lo sceneggiato poteva essere considerato un vero e proprio colossal , tali e ...

Adriano Banchieri

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Nato Tommaso Banchieri (Bologna, 3 settembre 1568 – 1634) Noto anche come Adriano da Bologna e con gli pseudonimi: Attabalibba dal Perù, Camillo Scaligeri della Fratta e il Dissonante, Banchieri è un rappresentante emblematico della grande vivacità dei movimenti culturali dell'Europa del XVII secolo, frutto di una cultura basata essenzialmente sulla lingua latina e la musica, senza tralasciare un nuovo interesse per le lingue nazionali, tra cui il francese. Grande erudito e dallo spirito vivace, rimasto pressoché sconosciuto per molto tempo, Banchieri presenta ancor oggi molti aspetti da scoprire, sia della sua attività sia delle sue opere. Nato da una nobile famiglia originaria della Lucchesia, entrò nell'ordine dei monaci benedettini Olivetani nel 1587, per prendere i voti nel 1590, cambiando nome da Tomaso ad Adriano. Iniziò lo studio della musica già tempo prima di prendere i voti. Intensificò in seguito lo studio e uno dei suoi insegnanti presso il monastero fu Gioseffo Gu...

Quando tutto pesa

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Una giornata può cominciare senza niente di particolare e diventare pesante quasi senza che ce ne accorgiamo. Non serve una brutta notizia, un problema enorme o una situazione davvero grave. Basta una successione di piccole cose che, prese singolarmente, sembrerebbero perfettamente gestibili: un messaggio dal tono irritante, una password che non funziona, una ricerca che continua a non dare il risultato giusto, qualcuno che interrompe proprio mentre stavamo finalmente concludendo qualcosa. Poi cade una tazza, la fila alla cassa procede lentissima e arriva una telefonata nel momento meno adatto. Nessuno di questi episodi sarebbe sufficiente per rovinare una giornata, eppure messi uno dietro l’altro possono cambiarne completamente il peso. La cosa curiosa è che raramente riconosciamo il momento preciso in cui succede. Non compare una linea netta tra “sto bene” e “non ne posso più”. Continuiamo semplicemente a fare quello che dobbiamo fare, mentre dentro qualcosa comincia a irrigidirsi. L...

Théophile Gautier - Il piede della mummia

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Ero entrato in una di quelle botteghe, a metà tra deposito di robivecchi, magazzino di tappezziere, studio di pittore, dove la servizievole penombra cela il fatto che l'unica cosa autenticamente antica sia la polvere, e l'unico merletto artigianale sia la ragnatela. La bottega in cui mi trovavo era uno straordinario raduno di oggetti d'ogni secolo e d'ogni paese: le armature splendevano tra ninfe di porcellana, gli scaffali rigurgitavano di tazze comuni e preziose, dagli armadi straripavano damaschi e broccati, mentre ritratti di ogni epoca mi fissavano attraverso patine giallastre. Il mercante — dalla testa enorme, color rosa salmone, che avrebbe avuto un che di affettuoso se gli occhi non avessero tremolato d'astuzia, galleggiando come due monete d'oro sull'argento — non mi perdeva di vista, preoccupato che le falde del mio cappotto spazzassero via qualche oggetto prezioso. Intanto le sue mani, con le unghie ricurve come quelle che sporgono dalle membrane ...

Robert A. Heinlein - Il Terrore Dalla Sesta Luna

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Il 12 luglio 2007 cominciò troppo presto, col telefono che mi strillava nella testa. Perché bisogna sapere che il sistema telefonico usato dalla mia Sezione non è dei tipi normali, ma consiste in un audiorelais inserito chirurgicamente dietro l'orecchio mediante rimozione parziale della calotta cranica. — Va bene — borbottai — ti sento. — È urgente — mi rispose una voce all'orecchio. — Devi presentarti di persona al Vecchio, e subito. — Vado — dissi, alzandomi con uno scatto. Entrai nel bagno, mi iniettai nel braccio un grano di «Gyro», quindi lasciai che il vibratore mi facesse a pezzi, mentre la droga mi rimetteva insieme. Ne uscii rimesso a nuovo, almeno in apparenza, e m'infilai la giacca. C'è una cosa che nessun capo di governo può sapere con sicurezza! Fino a che punto funziona il suo sistema di spionaggio politico? Di qui l'origine della nostra Sezione che si potrebbe definire la cintura di sicurezza del paese. Le Nazioni Unite non sanno neppure chi siamo e c...

Rued Langgaard

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Rued Langgaard (Copenaghen, 28 luglio 1893 – Ribe, 10 luglio 1952) è stato un compositore e organista danese dallo stile tardo-romantico e fortemente originale, ricordato come una delle figure più eccentriche e tragiche della musica scandinava del Novecento. Nonostante un talento precoce, visse gran parte della sua vita isolato e in perenne contrasto con l'establishment musicale del suo Paese, ottenendo un reale riconoscimento soltanto molti anni dopo la sua morte. Listen to Rued Langgaard by Roberto Roganti Music on hearthis.at

Cinema perduto: quanti film non abbiamo mai avuto la possibilità di vedere?

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Sapere che un film è perduto è già strano, ma la parte più inquietante arriva subito dopo: quanti altri sono scomparsi senza lasciare abbastanza tracce perché qualcuno possa perfino considerarli tali? Quando pensiamo alla storia del cinema immaginiamo un patrimonio immenso, fatto di titoli famosi, opere dimenticate, vecchie pellicole recuperate dalle cineteche e film che aspettano soltanto uno spettatore abbastanza curioso da cercarli. Quella storia, però, è molto meno completa di quanto sembri, perché il cinema che conosciamo è soltanto quello che è riuscito ad arrivare fino a noi. Tutto il resto occupa una zona difficile persino da misurare, nella quale finiscono opere distrutte, copie mutilate, versioni censurate, film rimasti per decenni chiusi in depositi, materiali conservati sotto titoli sbagliati e produzioni delle quali oggi possediamo magari soltanto qualche fotografia o una recensione ingiallita. Il problema comincia proprio dal tentativo di fare un conto, perché non esiste ...

A qualcuno piace caldo

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A qualcuno piace caldo è uno di quei film che sembrano non invecchiare mai, perché dietro la leggerezza, i travestimenti e gli equivoci possiede un’energia che ancora oggi arriva immediata, trascinando lo spettatore dentro una commedia brillante, sensuale e irresistibilmente libera. Billy Wilder dirige con una sicurezza straordinaria e costruisce un equilibrio perfetto tra ironia e sentimento, senza lasciare che una componente soffochi mai l’altra. Tony Curtis e Jack Lemmon sono magnifici proprio perché non si limitano a essere divertenti, ma trasformano continuamente i loro personaggi, giocando con identità, desiderio e paura del giudizio senza rendere nulla pesante. Lemmon, in particolare, ha una vitalità incontenibile e riesce a rendere Daphne molto più di un semplice travestimento comico, mentre Curtis lavora con maggiore controllo e crea un contrasto che rende la coppia irresistibile. Poi arriva Marilyn Monroe e il film cambia temperatura, perché Sugar Kane non è soltanto bellissi...

Alfonso Fontanelli

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(Reggio nell'Emilia, 15 febbraio 1557 – Roma, 11 febbraio 1622) Figlio del conte Emilio Fontanelli, studiò musica con il compositore Gasparo Pratoneri, ma dimostrò anche di distinguersi nella scrittura tanto che è giunto a noi anche un certo numero di suoi poemi. Si sposò per la prima volta nel 1580, e nel 1584 iniziò la sua carriera di cortigiano, uomo di stato e musicista presso la corte degli Estensi di Ferrara. Rimase al servizio degli Estensi fino al suo primo viaggio a Roma nel 1586. Mentre era a Roma, incontrò probabilmente il madrigalista Luca Marenzio, membro della scuola romana di musica, visto che nelle sue composizioni si trovano stilemi di quella scuola. La sua attività diplomatica, mentre era a Roma, accrebbe di molto la sua reputazione e nel 1558 ricevette due onorificenze: venne nominato "consulente musicale" dell'Accademia de Parteni di Ferrara e gentiluomo della corte di Ferrara. Egli aumentò la sua influenza nella corte da allora fino alla dissoluzi...