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Visualizzazione dei post da settembre, 2026

Arsenico e vecchi merletti

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Arsenico e vecchi merletti mi fa impazzire perché riesce a essere folle senza diventare stupido, nero senza diventare pesante e irresistibilmente divertente senza avere bisogno di inseguire la battuta a tutti i costi, perché il suo vero motore è quella normalità completamente fuori asse che viene trattata dai personaggi come se fosse la cosa più naturale del mondo. La cosa meravigliosa è proprio questa: davanti a qualcosa di assurdo, inquietante e persino macabro, il film non si irrigidisce mai, continua a correre con una leggerezza quasi sfacciata e ti trascina dentro quella casa dove ogni porta sembra poter nascondere un’altra follia ancora peggiore della precedente. Cary Grant per me è una macchina impazzita perfetta, perché il suo Mortimer passa continuamente dall’incredulità al panico, dalla disperazione alla necessità di mantenere un minimo di controllo mentre intorno a lui nessuno sembra minimamente intenzionato a collaborare con la realtà. Le sue espressioni, il modo in cui cer...

Johannes Nucius

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(Görlitz, Germania 1556 - Jemielnica, Polonia 25 marzo 1620) è stato un compositore e teorico musicale tedesco del tardo Rinascimento e dell'inizio del Barocco. Nucio nacque a Görlitz, nella Bassa Slesia. Studiò al Ginnasio di Görlitz con Johannes Winckler, che ebbe un'influenza così significativa sulla sua formazione da indurlo a menzionarlo con riverenza nei suoi scritti successivi. Nel 1586 divenne monaco nel monastero di Rauden, nell'Alta Slesia; lì ricevette un'educazione umanistica che integrò la considerevole formazione musicale ricevuta da Winckler. Scalò i ranghi del monastero, diventando diacono e in seguito abate a Himmelwitz; tuttavia, nel 1598 delegò la maggior parte delle sue funzioni ai suoi assistenti per potersi dedicare alla composizione e alla stesura del suo trattato musicale. Morì a Himmelwitz (oggi Jemielnica, Polonia), vicino alla città di Strehlitz, nell'Alta Slesia (oggi Strzelce Opolskie, Polonia). La musica di Nucio mostra soprattutto l...

Nella nostra testa

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  Una giornata può essere normalissima e diventare pesantissima senza che sia successo niente di davvero enorme. Basta una frase detta male, un messaggio visualizzato e lasciato lì, una telefonata che tarda ad arrivare oppure una persona che ci sembra più fredda del solito. Il fatto magari dura pochi secondi, ma nella nostra testa continua per ore. Lo riprendiamo, lo giriamo da tutte le parti, proviamo a capire che cosa volesse dire davvero quella persona e, senza accorgercene, costruiamo una storia molto più lunga dell'episodio da cui siamo partiti.Succede perché la mente odia i vuoti. Quando non sa qualcosa, prova a riempirla da sola. Se qualcuno non risponde, magari sta lavorando, è distratto, ha il telefono lontano oppure semplicemente non ha voglia di parlare in quel momento. Noi, però, potremmo già essere arrivati molto più avanti e aver deciso che è arrabbiato, che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato oppure che ci sta evitando. Nel frattempo quella persona magari sta solo fa...

Italo Calvino - Pesci grossi, pesci piccoli

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Il padre di Zeffirino non si metteva mai in costume da bagno. Stava in calzoni rimboccati e maglietta, con in capo il berretto di tela bianca, e non si staccava mai dalla scogliera. La sua passione erano le patelle, i piatti molluschi che stanno appiccicati allo scoglio, e fanno col loro durissimo guscio quasi tutt'uno con la pietra. Per staccarle il padre di Zeffirino adoperava un coltello, e ogni domenica col suo sguardo occhialuto passava in rassegna una per una le rocce della punta. Continuava finché la sua piccola cesta non era piena di patelle; qualcuna la mangiava appena colta, succhiandone la polpa umida ed agra come da un cucchiaio; le altre le metteva in una cesta. Ogni tanto alzava gli occhi, li girava un po'"spersi sul mare liscio e chiamava: - Zeffirino! Dove sei? Zeffirino passava in acqua pomeriggi interi. Venivano alla punta tutti e due, e il padre lo lasciava lì e subito si metteva dietro ai suoi molluschi. Così ferme e testarde, le patelle non potevano at...

Barbara Gaskin

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Barbara Gaskin (nata il 5 giugno 1950 a Hatfield) è una cantante britannica celebre per il suo contributo alla scena musicale di Canterbury e per il fortunato sodalizio pop elettronico con il tastierista Dave Stewart. La sua voce cristallina ha attraversato con eleganza generi diversi, muovendosi dal folk rock d'avanguardia al progressive fino al synth-pop da classifica. Trasferitasi a Canterbury per studiare filosofia e letteratura, si unisce come voce solista al gruppo folk-rock progressivo Spirogyra, con cui incide tre album memorabili. Negli anni '70 presta la voce, spesso insieme alle coriste Amanda Parsons e Ann Rosenthal (collettivamente note come The Northettes), a storiche formazioni del rock progressivo e del jazz-rock britannico come Hatfield and the North, National Health ed Egg.   Nel 1981 unisce le forze con il tastierista Dave Stewart (da non confondere con l'omonimo degli Eurythmics). Il loro singolo di debutto, una reinterpretazione synth-pop del classico ...

Jack Williamson: Il Figlio Della Notte

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La ragazza si avvicinò a Will Barbee mentre lui, ritto davanti al terminal di vetro e cemento di Trojan Field, il nuovo aeroporto municipale di Clarendon, osservava il cielo di piombo cercando di scorgere gli aerei in arrivo. Non c'era alcun motivo perché Will dovesse sentirsi percorrere da un brivido tale da fargli battere i denti: ma forse era stata soltanto una folata dell'umido vento di levante. Snella ed elegante nella bianca pelliccia, la ragazza gli trasmetteva un'oscura sensazione di gelo. Tuttavia, aveva una incredibile massa di capelli rossi; e bianca e flessuosa com'era, il volto serio e dolce, confermò la prima impressione ricevuta da Will: che fosse qualcosa di straordinariamente prezioso e bello. Lo fissò, e la bocca di lei parve incurvarsi in un accenno di sorriso. Barbee, col fiato mozzo, esaminò più attentamente quegli occhi che lo guardavano sorridendo gravi: erano proprio verdi, verdissimi. La scrutò, cercando di spiegarsi quel freddo brivido di allar...

Aaron Avshalomov

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  Aaron Avshalomov (11 novembre 1894 – 26 aprile 1965) è stato un compositore russo di origine ebraica, celebre per aver creato una delle prime sintesi storiche tra la musica tradizionale cinese e le tecniche orchestrali della musica classica occidentale.  Nato a Nikolajevsk-na-Amure, in Siberia, da una famiglia di ebrei della montagna, visse gran parte della sua vita in Cina (in particolare a Shanghai) prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti.  Listen to Aaron Avshalomov by Roberto Roganti Music on hearthis.at

L'altro Garibaldi. I «Diari» di Caprera, di Virman Cusenza

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L'altro Garibaldi. I «Diari» di Caprera, di Virman Cusenza, ha il merito di avvicinare Giuseppe Garibaldi senza rimpicciolirlo e senza trasformarlo nell'ennesima figura monumentale del Risorgimento, perché sceglie di entrare in quella parte della sua esistenza che normalmente rimane ai margini del racconto storico e proprio lì trova una personalità molto più complessa, concreta e sorprendente di quella fissata nell'immaginario collettivo. La forza del libro nasce soprattutto dal cambio di prospettiva, perché Caprera smette di essere semplicemente il luogo appartato nel quale l'eroe si ritira dopo le grandi imprese e diventa uno spazio vivo, attraversato da progetti, lavoro, relazioni, curiosità e osservazione continua. È affascinante scoprire quanto Garibaldi fosse coinvolto personalmente nella vita agricola dell'isola, quanto attenzione dedicasse alla terra, agli animali, alle coltivazioni, alle condizioni atmosferiche e alle innovazioni che potevano migliorare ciò...

Arnaldo Fusinato: L'ultima ora di Venezia

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E' fosco l'aere, il cielo e' muto, ed io sul tacito veron seduto, in solitaria malinconia ti guardo e lagrimo, Venezia mia! Fra i rotti nugoli dell'occidente il raggio perdesi del sol morente, e mesto sibila per l'aria bruna l'ultimo gemito della laguna. Passa una gondola della città. "Ehi, dalla gondola, qual novità ?" "Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca!" No, no, non splendere su tanti guai, sole d'Italia, non splender mai; e sulla veneta spenta fortuna si eterni il gemito della laguna. Venezia! l'ultima ora è venuta; illustre martire, tu sei perduta... Il morbo infuria, il pan ti manca, sul ponte sventola bandiera bianca! Ma non le ignivome palle roventi, ne' i mille fulmini su te stridenti, troncaro ai liberi tuoi di' lo stame... Viva Venezia! Muore di fame! Sulle tue pagine scolpisci, o Storia, l'altrui nequizie e la sua gloria, e grida ai posteri tre volte infame chi vuol Venezia mo...

Casablanca

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Guardando Casablanca mi ha colpito soprattutto quanto riesca a essere doloroso senza cercare continuamente di commuovere. Rick e Ilsa non hanno bisogno di grandi dichiarazioni per far capire quello che è rimasto tra loro, perché basta il modo in cui si guardano, quello che evitano di dire e la tensione che cambia appena si ritrovano nella stessa stanza. Humphrey Bogart porta sul volto tutta la stanchezza di un uomo che ha cercato di chiudere una parte della propria vita senza riuscirci davvero, mentre Ingrid Bergman rende Ilsa molto più complicata della semplice donna contesa tra due uomini, perché nel suo comportamento si sente continuamente il peso di una scelta che non può lasciare tutti indenni. La loro storia mi piace proprio perché non viene trattata come un amore destinato automaticamente a vincere su tutto. Il passato tra Rick e Ilsa è ancora vivo, ma intorno a loro esiste una realtà più grande del desiderio di stare insieme, e il film non cerca una soluzione comoda per acconte...