Emanuel Gavioli: Istantanee d'Aprile



Ora si cela

la vecchia mulattiera

sotto bordature traboccanti

di ranuncoli e trifoglio.


Il vento lieve carezza

campi di velluto

e anima i boschi

fulgenti di foglie giovani


Fra cinguettii

e bisbigliar di frasche

un cuculo si distingue.


Il sole mi avvolge

e ogni foglia

sembra respirare con me.

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Il parere di Roberto Roganti


Mi permetto di scrivere due righe sulla poesia, in generale, di GAV, Emanuel, perchè io lo conosco così. Ho letto tutto il suo libro, Tra carne e corteccia, e devo dire che sono rimasto veramente impressionato. Quando gli ho detto che avrei scritto una recensione, certo non si aspettava che sarebbe stato l'inauguratore della rubrica Poetanti su questo Magazine, mi ha chiesto di essere clemente con lui.

Ecco, GAV io l'ho conosciuto molti anni fa, a Pavullo nel Frignano, per essere precisi la sera del 10 luglio del 2015. Con i Poetineranti davamo spettacolo leggendo le nostre poesie in pubblico, in lingua e in vernacolo. GAV era tra gli spettatori e rammento che mi fece molti complimenti per i miei testi. Io sapevo che lui scriveva tutt'altro e avevo letto un suo libro. Bravo scrittore che, purtroppo come molti di noi tra cui mi ci infilo pure io, non ha raggiunto, non tanto la fama, ma almeno un po' di gloria per l'impegno. Siamo ancora scrittori della vecchia scuola, usiamo la fantasia del nostro cervello, non quella indotta da AI.

Ma torniamo alla poetica di GAV. Sono realmente rimasto colpito dalle sue parole. Colpito nel bene. Cavolo, è un ottimo poeta. E come tutti i poeti non c'è allegria nei suoi testi. Dove traspare, oltre all'amore per la natura, i figli e la compagna, tantissimo dolore. Quel dolore che lo accompagna da quasi una vita. Probabilmente per errori giovanili, ma comunque negli ultimi anni ha attraversato momenti molto difficili, a livello lavorativo, psicologico, familiare e di salute. 

Spero con tutto il cuore che il peggio sia passato, ma che dico, trapassato, e ora GAV sia pronto per una nuova vita. Vita che ha scoperto nel legno, nella scultura legnosa, dove riesce a trasmettere tutte le sue idee e visioni. 
Però, GAV, a parte conoscere il legno o intagliarlo, ricordati anche che sai usare la penna. Costruisciti un lapis, una matita in legno, inseriscici un bel pennino e continua ad arzigogolare le parole come tu ben sai. 

Mi inchino a te, maestro, io sono nulla al tuo cospetto. La tua poesia bette mille volte la mia. Tu puoi essere definito... POETA.


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