Lester Del Rey: Il clandestino dell'astronave
Da un'ora il grande elicottero saliva, nella notte e nell'aria che si andava rarefacendo, verso le cime delle Ande. Ora, giunto a 6000 metri d'altezza, l'elicottero si mantenne a quella quota, mentre il motore prendeva a ronfare monotono. Già il sole toccava le cime delle montagne, e la stazione interplanetare apparve a un tratto, nitidamente, a un paio di chilometri più avanti. Il ragazzo biondo e robusto, che occupava il sedile del passeggero, si mosse d'un tratto e cominciò a strofinarsi gli occhi celesti, annebbiati dal sonno. Chuck Svensen era piuttosto basso per la sua età; non aveva ancora diciotto anni, e la sua statura non giungeva a un metro e settanta; il viso era ancora imberbe. Gli riusciva sempre difficile convincere la gente della sua vera età. Ora, vedendo il campo dei razzi interplanetari, il suo viso assunse un'espressione così eccitata da farlo sembrare ancor più giovane. Ma c'era del rispetto sul volto del pilota. «Dev'essere bello to...