Il mio modo di vivere un color book
Mi piace partire da soggetti semplici e trasformarli in qualcosa che sento più vicino a me. Foglie, casette, funghi, lune, soli, elementi naturali e composizioni decorative possono sembrare temi molto diversi, ma ciò che cerco è sempre quella sensazione piacevole che nasce quando guardo una pagina e mi viene voglia di fermarmi lì, scegliere i colori e farla diventare mia.
Le atmosfere che amo non sono fredde né troppo costruite. Mi piacciono quelle accoglienti, allegre, un po’ sognanti, capaci di ricordare una stagione, un angolo tranquillo, una piccola fantasia o semplicemente qualcosa di bello da guardare. L’autunno, per esempio, mi offre tantissimi spunti perché permette di giocare con foglie, case, natura e colori caldi, ma non voglio che ogni pagina racconti sempre la stessa cosa. La varietà per me è importante: mi piace cambiare soggetto, composizione e idea mantenendo però un filo che faccia riconoscere il mio modo di creare.
Anche per questo preferisco immagini nelle quali gli elementi abbiano spazio per respirare. Non sento il bisogno di riempire ogni centimetro con dettagli minuscoli. Mi piacciono forme visibili, parti abbastanza grandi e composizioni che possano essere osservate con piacere prima ancora di iniziare a colorarle. Voglio poter scegliere un disegno perché quel giorno mi trasmette qualcosa, non perché devo necessariamente affrontare una pagina complicatissima.
Il bello è che una stessa immagine può cambiare completamente attraverso il colore. Una casetta può diventare vivace e quasi fiabesca oppure più morbida e autunnale; una foglia può essere realistica oppure riempirsi di colori che in natura non avrebbe mai. È proprio questa libertà una delle cose che amo maggiormente: il disegno offre una base, ma non decide tutto.
Forse è questo il motivo per cui non riesco a considerare un color book soltanto un prodotto. Quando ne creo uno sto raccogliendo una parte del mio gusto, delle immagini che mi attirano e delle atmosfere nelle quali mi piace entrare. Ogni pagina diventa un piccolo spazio personale, ma non rimane soltanto mio: una volta finita, è pronta per essere interpretata da qualcun altro.
Ed è una cosa che trovo bellissima, perché io posso immaginare un disegno in un certo modo e chi lo sceglie può trasformarlo completamente con i propri colori, il proprio gusto e persino con l’umore di quel momento. Il mio spazio personale, così, incontra quello di un’altra persona.
È anche questo che cerco quando penso ai miei color book: non qualcosa da osservare distrattamente e mettere da parte, ma pagine nelle quali fermarsi volentieri, scegliere, sperimentare e magari tornare più di una volta.
I miei color book nascono proprio da questo piccolo mondo personale. Se vuoi scoprirli, puoi trovarli qui: https://payhip.com/b/106s5

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